Automation: la leva per scalare senza perdere il controllo
scritto da Vera Tucci

Automation: la leva per scalare senza perdere il controllo

Nel contesto IT moderno, l’automazione non è più un’opzione. È una necessità. Troppo spesso, i team IT si ritrovano intrappolati in una gestione quotidiana reattiva, appesantiti da attività ripetitive che consumano risorse preziose e rallentano l’innovazione. Ma c'è una buona notizia: grazie agli strumenti giusti, puoi liberare tempo, aumentare l’affidabilità e portare il tuo reparto a un nuovo livello di maturità operativa.

Perché automatizzare?

L’automazione libera capacità cognitiva, riduce gli errori e rende replicabili le best practice. In un’epoca dove i downtime sono sempre più costosi e le minacce cyber sempre più sofisticate, automatizzare significa mettere in sicurezza i processi, garantire continuità e alleggerire la pressione sui team.

RMM: la spina dorsale della tua automazione

Un buon RMM (Remote Monitoring & Management) ti consente di:

  • monitorare costantemente lo stato dell’infrastruttura;
  • automatizzare l’applicazione di patch;
  • gestire alert intelligenti e remediation proattive;
  • ridurre il tempo medio di risoluzione (MTTR);
  • avere visibilità centralizzata.

Sappiamo che oggi conoscere un RMM fa parte delle competenze di base per un IT Manager, ma nella nostra esperienza vediamo ancora molte aziende che non lo utilizzano. Il risultato? Attività manuali, ripetitive, soggette a errore e a forte consumo di tempo. Un'opportunità sprecata.

Automazione è anche metodo: processi, documentazione e continuità

L’automazione non si limita all’uso di uno strumento. È un approccio strutturato alla gestione dell’IT che include procedure, documentazione e ruoli chiari. Strumenti come RMM sono fondamentali, ma per sprigionarne tutto il valore servono processi che rendano l’operatività ripetibile, condivisibile e sicura.

In questo contesto si inseriscono elementi come runbook, playbook, versionamento e audit, che costituiscono l’impalcatura della tua resilienza operativa. Ma cosa sono esattamente? 

Runbook: la base dell’operatività
Ogni processo critico deve essere documentato in un runbook chiaro: accessi, passaggi chiave e contatti di emergenza. Serve per permettere interventi rapidi e sicuri anche in assenza del referente principale.

Playbook: agire senza improvvisare
Il playbook guida le azioni durante un incidente: cosa fare subito, chi coinvolgere, quali passi eseguire. Riduce l’incertezza e garantisce risposte coerenti sotto pressione.

Versionamento e audit: controllo e responsabilità
Documentare non basta: è essenziale sapere chi ha aggiornato cosa e quando. Il versioning evita l’uso di istruzioni obsolete e chiarisce la responsabilità delle procedure.

Automatizzare non significa solo fare più in fretta, ma creare un sistema IT sostenibile e scalabile. Significa passare da una gestione fatta “a memoria” a una basata su dati, documentazione e processi ripetibili. È una trasformazione che richiede strumenti tecnologici ma anche cultura organizzativa, metodo e responsabilità condivise.

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Vera Tucci
Vera Tucci
v.tucci@t-consulting.it

Co-fondatrice della T-Consulting, in equilibrio tra il rigore dei numeri e la creatività della comunicazione. Non potrei fare un backup se ne andasse della mia vita, ma scrivo di ciò che più conosco e mi appassiona: efficienza, innovazione, sviluppo aziendale, e parità di genere.


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