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title: AI Act e Intelligenza artificiale - Parte 1
description: È il reparto IT che abilita strumenti come Microsoft Copilot, gestisce Microsoft 365 e definisce le autorizzazioni di accesso ai dati aziendali. Per questo motivo, l'introduzione dell'AI porta con sé alcune domande fondamentali
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# [AI Act e Intelligenza artificiale - Parte 1](https://blog.t-consulting.it/ai-act-e-intelligenza-artificiale)

 Scritto da [Matteo Cecchini](https://blog.t-consulting.it/author/matteo-cecchini) | Sep 24, 2026, 7:59:15 AM

Negli ultimi anni l'Intelligenza Artificiale è entrata rapidamente nelle aziende grazie a strumenti ormai diffusi come Microsoft Copilot, ChatGPT Enterprise, Claude, GitHub Copilot e alle funzionalità AI integrate nei principali software aziendali.

Questa evoluzione ha cambiato il modo di accedere alle informazioni: oggi è sufficiente una richiesta in linguaggio naturale perché un assistente AI recuperi e organizzi contenuti provenienti da documenti, e-mail, chat e repository aziendali.

In questo contesto si inserisce **l'AI Act, il regolamento europeo che disciplina lo sviluppo e l'utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale.** Per un IT Manager, però, il tema non è tanto comprendere gli aspetti normativi, quanto capire come cambierà la gestione di dati, identità digitali e sistemi informativi quando l'AI inizierà ad accedere al patrimonio informativo dell'organizzazione.

## **Perché l'AI Act riguarda anche l'IT**

È il reparto IT che abilita strumenti come Microsoft Copilot, gestisce Microsoft 365 e definisce le autorizzazioni di accesso ai dati aziendali. Per questo motivo, l'introduzione dell'AI porta con sé alcune domande fondamentali:

- Quali dati potranno essere utilizzati dagli assistenti AI?
- Gli utenti dispongono solo delle autorizzazioni realmente necessarie?
- Esistono informazioni riservate accessibili a un numero eccessivo di persone?
- Sono presenti policy che regolano l'utilizzo dell'AI e la condivisione dei dati?

Sono aspetti che riguardano soprattutto cybersecurity, governance delle informazioni e gestione degli accessi. 

## **L'Intelligenza Artificiale non crea nuovi rischi: rende evidenti quelli già esistenti**

Uno degli errori più comuni è pensare che strumenti come Microsoft Copilot introducano nuove vulnerabilità. In realtà, l'AI utilizza le autorizzazioni già presenti nell'infrastruttura: se un utente può accedere a un documento, anche l'assistente AI potrà utilizzarlo; se non dispone dei permessi, il sistema non aggirerà i controlli di sicurezza.

 Il vero rischio non è quindi l'Intelligenza Artificiale, ma una governance dei dati e degli accessi costruita negli anni senza un controllo costante. È proprio durante i progetti di adozione dell'AI che emergono autorizzazioni eccessive, documenti condivisi impropriamente o repository mai revisionati.

 Per questo motivo, introdurre strumenti di Intelligenza Artificiale dovrebbe essere accompagnato da una revisione della postura di sicurezza dell'organizzazione, con particolare attenzione a Identity Governance, classificazione dei dati, controllo degli accessi e Data Protection. 

 

Da dove dovrebbe partire un progetto di adozione dell'AI? 

Quando un'azienda decide di introdurre strumenti come Microsoft Copilot o Claude, l'attenzione si concentra spesso su funzionalità, licenze e ritorno dell'investimento. Prima di tutto, però, dovrebbe porsi una domanda: **la nostra infrastruttura è davvero pronta per l'Intelligenza Artificiale?**

Un assistente AI accede a documenti, e-mail, chat e applicazioni utilizzando le autorizzazioni già presenti. Se identità, permessi e dati sono gestiti correttamente, l'AI diventa un potente alleato della produttività; in caso contrario, rischia di mettere in evidenza criticità già esistenti.

Prima di affrontare gli aspetti normativi dell'AI Act è necessario farsi alcune domade: 

**1. Sappiamo davvero quali dati saranno accessibili all'Intelligenza Artificiale?**

Molte organizzazioni non hanno una visione completa delle informazioni distribuite tra SharePoint, Teams, OneDrive, file server e caselle di posta. Prima di introdurre un assistente AI è fondamentale capire non solo cosa può fare, ma soprattutto quali dati potrà consultare.

**2. Le autorizzazioni riflettono ancora l'organizzazione di oggi?**

Cambi di ruolo, utenti esterni e gruppi mai revisionati possono lasciare attivi permessi non più necessari. L'AI non modifica queste autorizzazioni, ma ne amplifica gli effetti, rendendo ancora più importante una revisione dell'Identity Governance.

**3. I dati aziendali sono classificati?**

Senza una corretta classificazione è difficile proteggere le informazioni più sensibili e applicare efficaci policy di Data Loss Prevention. Con l'Intelligenza Artificiale, sapere quali dati devono essere protetti diventa ancora più importante.

**4. Esistono regole chiare sull'utilizzo dell'IA?**

L'utilizzo di strumenti AI non autorizzati (Shadow AI) può esporre dati aziendali a rischi non controllati. Definire una AI Policy e formare gli utenti è essenziale per garantire un utilizzo sicuro e conforme degli strumenti di Intelligenza Artificiale.

## **Una rapida autovalutazione**

Prima di pianificare l'introduzione di un assistente AI, prova a rispondere a queste domande.

- Sai quali repository documentali saranno consultabili dall'AI?
- Hai una visione aggiornata delle autorizzazioni presenti in Microsoft 365?
- I documenti più sensibili sono classificati e protetti?
- Sono attive policy di Data Loss Prevention per evitare la condivisione involontaria di dati riservati?
- Esistono linee guida aziendali sull'utilizzo degli strumenti di Intelligenza Artificiale?

Se anche una sola di queste domande richiede ulteriori verifiche, probabilmente il primo passo non è attivare un nuovo assistente AI, ma valutare il livello di preparazione dell'infrastruttura che dovrà ospitarlo.

È proprio da questa analisi preliminare che può nascere un percorso di AI Governance capace di coniugare innovazione, sicurezza e conformità, trasformando l'Intelligenza Artificiale in un'opportunità e non in un nuovo fattore di rischio.

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